Da evitare
- Qualsiasi cosa il team oncologico non abbia approvato, soprattutto con valori ematici bassi, metastasi ossee o una ferita chirurgica recente. Lo yoga sostiene le cure, non cura mai il cancro.
Leggi la guida completa (in inglese)
Domande frequenti
Lo yoga è sicuro per i pazienti oncologici?
Uno yoga dolce è di solito sicuro quando il team oncologico è d’accordo e le posizioni sono adattate a te. Chiedi prima in caso di metastasi ossee, linfedema, port, interventi recenti e valori del sangue.
Lo yoga può curare il cancro?
No. Lo yoga non cura il cancro. È una terapia di supporto che può migliorare qualità della vita, stanchezza e sonno insieme alle cure mediche.
Posso fare yoga durante la chemioterapia?
Spesso sì, con delicatezza, se il team è d’accordo. Adattalo a come ti senti in ogni ciclo: respiro e riposo nei giorni no, una sessione breve nei giorni migliori. Evitalo con febbre, capogiri o vomito.
Lo yoga aiuta la stanchezza legata al cancro?
La ricerca, soprattutto sul tumore al seno, suggerisce che lo yoga può ridurre la stanchezza e migliorare il sonno. Un’attività dolce e regolare, dosando le energie, tende ad aiutare più che riposare tutto il giorno.
Quale yoga evitare con metastasi ossee?
Evita piegamenti in avanti profondi, torsioni, carico sulla colonna o sul collo e tutto ciò che comporta rischio di caduta. Chiedi al team quali movimenti sono sicuri per te.
Lo yoga sulla sedia va bene per i pazienti oncologici?
Sì. Lo yoga sulla sedia è una buona opzione se ti senti debole, hai capogiri o piedi intorpiditi, e offre comunque i benefici del respiro e del movimento dolce.
Quando posso fare yoga dopo un intervento per tumore al seno?
Segui i consigli del chirurgo e del fisioterapista. Esercizi dolci per il braccio spesso iniziano presto; aspetta il via libera prima di allungarti vicino alla cicatrice o caricare peso sulle braccia.
Lo yoga sostiene le cure, non le sostituisce. Continua a prendere i farmaci prescritti e parla con il tuo medico prima di iniziare, soprattutto in caso di malattie cardiache, pressione non controllata, interventi chirurgici recenti, gravidanza, epilessia o dolore intenso.
